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eato Giovanni Vici da Stroncone († 8 maggio 1412). Non si conosce l’anno di nascita del beato Giovanni; si è però a conoscenza che nel 1373 entrò nell’Ordine francescano, e vi fu ricevuto nel “romitaggio” di Stroncone dal beato Paoluccio Trinci da Foligno, indiscusso padre dell’Osservanza francescana.
Lasciamo al seicentesco folignate Ludovico Jacobilli il compito di narrare la vita del beato stronconese, una delle figure più autorevoli del francescanesimo primitivo.
«Nacque il B. Giovanni in Stroncone, Terra della Diocesi di Narni: desiderando servir Dio in qualche osservante Religione, ne fece molt’orationi. Divulgatosi la fama della santità del B. Paolo Trinci da Foligno; il quale per osservare “ad litteram” la Regola di S. Francesco, haveva fino all’Anno 1368 con facoltà de’ Superiori, instituita la riforma de’ frati Minori, detta dell’Osservanza per tal causa; e poi per havervi introdotto l’uso di portar’i Zoccoli, fù cognominata de’ Zoccolanti; venne gran desiderio al B. Giovanni di aggregarsi a quella nuova riforma; e ne pregava Dio a somministrargli la commodità. Ottenne in questo mentre il B. Paolo da diversi sommi Pontefici, e superiori dell’Ordine Minore molti luoghi per li suoi frati; e frà gli altri del 1373 ottenne da Papa Gregorio II il Convento di S. Francesco appresso Stroncone. Vi venne un giorno esso B. Paolo; e il B. Giovanni, servitosi dell’occasione, e ringratiatone Dio, gli domandò il sacro habito; e da lui gli fù dato nell’istesso anno; e lo condusse seco al suo Convento di Brogliano, appresso Colfiorito Castello nel Territorio di Foligno, e poi in altri luoghi, sottomettendosi esso B. Giovanni all’obedienza di detto B. Paolo.
Si essecitava il B. Giovanni nell’oratione, e contemplatione; nell’humiltà, e disprezzo di se stesso, e di tutte le cose mondane. E perché desiderava far frutto nell’Anime, si diede allo studio delle sacre lettere; divenendo in breve un dotto, e divoto Predicatore: Fù Zelantissimo della santa povertà, e divotissimo dell’instituto, e regolare osservanza, che professava.
Essendo il detto Beato Paolo divenuto molto vecchio; e infermo, costituì l’Anno 1388 suo Coadiutore, e Vicario de’ suoi Frati nella Provincia di S. Francesco questo Beato Giovanni; e nella Provincia della Marca elesse suo Vicario il B. F. Francesco da Fabriano, altro suo discepolo. Essercitò il B. Giovanni il suo offitio con molta prudenza, e essempio. L’An. 1390 fù dal medesimo B. Paolo mandato a Fiorenza, in compagnia del B. F. Angelo da Monte Leone, secondo di tal nome; ove con la santità della loro vita, e con l’eminenza della dottrina di questo B. Giovanni, acquistarono gli animi de’ Fiorentini, e de’ Fiesolani, ch’eressero in Fiesole un Convento povero, e conforme al disegno, e instruttione, data da esso B. Paolo, e alla mente del P. S. Francesco. Questo Convento fù il primo, che la riforma dell’Osservanza edificò nella Provincia di Toscana.
Poco dopo, fù il Beato Giovanni da detto B. Paolo costituito Visitatore, e Commissario Generale di tutti gli frati Osservanti in Italia; li quali visitò con molta diligenza, carità, e essemplar divotione. Dopo la morte di esso B. Paolo, che seguì in Foligno adì 17 di Settembre 1391, fù il B. Giovanni eletto suo Successore nell’Offitio, con titolo di Commissario Generale, e di Vicario dell’Osservanza; la quale molto ampliò, e vestì gran numero de’ secolari all’habito di questa Riforma.
P. Bonifatio nono a 30 di Marzo 1403 diede facoltà al B. Giovanni d’edificar un Convento nella Provincia di S. Francesco, e un altro nella Provincia di Toscana, per maggior stabilimento della Riforma dell’Osservanza. In virtù della quale licenza, edificò nell’Umbria il Convento di San Bartolomeo di Marano. Circa un miglio fuori di Foligno in un Colle, ove già era una Fortezza de’ Trinci, Signori di Foligno: e Ugolino Trinci la donò nel 1390 ad esso B. Paolo suo parente; e Nicolò figlio di esso Ugolino nel 1415 perfettionò questo Convento. L’altro Convento, che il B. Giovanni edificò in detto tempo fù in Pistoia di Toscana. P. Gregorio 12 nel 1406 gli concesse di poter ergere altri tre Conventi in Italia; edificò uno in Ascoli nella Marca, un altro, detto S. Salvatore, a Nocera de’ Saraceni in Puglia; e il 3 sotto l’istesso titolo di S. Salvatore in Fiorenza nella Toscana. Ottenne facoltà da altri sommi Pontefici, e Generali dell’Ordine Minore di fondar altri Conventi per la sua Riforma: e però n’eresse cinque nella Provincia di San Bernardino, cioè nell’Abruzzo; e furono S. Giuliano dell’Aquila, S. Andrea di Civita di Chieti, S. Christoforo di Civita di Penna, ò Monte Piano; e S. Giovan Battista: sopra li quali fece Commissario Fra’ Domenico da Genova, Predicatore, e Padre molto fervente, e Zelante. Edificò ancora sei Conventi nella Calabria; ove costituì suo Vicario il Beato F. Tommaso da Fiorenza al quale egli haveva dato l’habito; e furono Sant’Onofrio, vicino a Basto; uno appresso Casa Calenda; e li Conventi di Campo basso, e altri.
Ottenne dal Ministro de’ Frati minori Conventuali della Toscana li devoti luoghi di Citona, Columbario, e S. Processo; e nel 1415 ottenne da detti Conventuali la devotissima, e celeberrima Chiesa di S. Maria degli Angeli, fuori d’Assisi, costituita poi capo di tutta questa Riforma de’ Zoccolanti; che in tutto eresse, e ottenne vent’uno Conventi in cinque Provincie d’Italia; e diede l’habito a quasi innumerabili persone.
A suo tempo, e con il suo essempio principiò l’Anno 1376 questa riforma dell’osservanza in Francia; nel 1392 in Portogallo, e nel 1399 in Castiglia; in oltre la B. Angelina Contessa di Civitella d’Abruzzo nel 1395 nella città di Foligno diede principio alla riforma delle Monache Tertiarie Claustrali, che poi furono poste alla cura di questi Padri Zoccolanti.
Fù questo Beato di singolar prudenza, e patienza; e perché esso, e li suoi frati furono molto molestati, e perseguitati dagli Conventuali, li quali non volevano veder questa divisione da loro; e procurarono sottoponer essi osservanti alli loro Provinciali, il Beato Giovanni ricorse nel 1414 al Concilio di Costanza; e esso liberò li frati Osservanti dall’obedienza de’ Conventuali, e li sottopose ad esso Beato Giovanni loro Commissario generale, e poi Martino V confirmò per breve detta facoltà.
Era il B. Giovanni molto divoto, ornato di preclare virtù; e per la sua gran carità, perfettione, e sapienza a tutti li suoi frati grato, e accetto: hebbe lo spirito profetico; e il Signor’Iddio per li suoi meriti operò molti miracoli; havendo poi sofferto molte fatiche, e disagi in visitar tanti luoghi d’Italia in fondar i sopranarrati Conventi, in riformar li frati, nella predicazione, e in altre opere sante con gran frutto dell’Anime; il Signo’Iddio lo richiamò a sé in detto Convento di S. Salvatore di Nocera in Puglia; e seguì adì 8 di Maggio 1418. Il suo corpo fù sepolto in essa Chiesa con molta divotione; e l’Anno 1421 fù esumato, e trovate le sue ossa bellissime, e ‘l cuore intiero, e incorrotto: e il tutto fù collocato sotto l’Altar maggiore di essa Chiesa.
Gli successe nell’offitio di Commissario Generale degli Osservanti il P. F. Nicolò d’Urano, e per Vicario degli Osservanti il P. F. Tomaso da Corte; religioso di singolar dottrina, e virtù, e di vita molto essemplare; e sotto la cui obedienza gli Osservanti vissero in gran quiete. L’Anno 1421 il P. F. Angelo Salvetti Generale de’ Conventuali costituì Vicario, e Commissario de’ luoghi degli Osservanti, nelle Provincie di San Francesco, e della Toscana S. Bernardino da Siena, il quale l’Anno 1436 fù eletto primo Generale d’essi Osservanti, sotto il cui governo s’aumentò tanto questa Riforma, che quando nel 1441 fù creato Commisario a pena haveva cinquanta Conventi, e quattrocento frati; e quando morì S. Bernardino, nel 1444 v’erano di questa Riforma più di 250 Conventi, e più di quattro mila frati: che poi si dilatò anche assai più in tutte le Parti del Mondo. Per haver S. Bernardino tanti ampliata questa Riforma de’ Zoccolanti, alcuni scrittori moderni ne lo fanno Autore; ma non fù però, essendone stato Autore, e Institutore il detto Beato Paolo Trinci da Foligno nel 1368, che ne fondò circa trenta Conventi; e l’accrebbe questo B. Giovanni, e altri suoi Discepoli; come narrano tutte le cronache antiche, e moderne dell’Ordine Minore, e altri celebri Scrittori; e come più diffusamente noi narramo nell’Historia speciale di esso B. Paolo, ch’habbiamo publicata.
Di questo B. Giovanni, oltre il Martirologio Francescano in questo ottavo giorno di Maggio, e altri Scrittori, dice il Tossignano nel catalogo de’ Beati Francescani, frà l’altre le seguenti parole: “B. Ioannes Stronconius vir moribus, et doctrina clarus, multos ad Religionem suscepit, ac etiam B. Thomasum Florentinum, et multa loca construxit”» (L. Jacobilli, Vite, I, pp. 473-476).
Paolo Rossi
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